
Corsi di Giapponese Online: Come Scegliere (e non perdere tempo)
04/04/2026
I 47 rōnin: storia e leggenda dei samurai senza padrone
27/05/2026- Casa
- /
- Viaggio in Giappone
- /
- Giappone: Nuove regole per...
Negli ultimi mesi si sta molto parlando delle nuove regole sui visti per il Giappone. Tra articoli, post sui social e video, il rischio è quello di fare confusione e pensare che il Paese si sia improvvisamente “chiuso”.
In realtà, quello che sta succedendo è più sottile: il Giappone non sta bloccando l’ingresso degli stranieri, ma sta cercando di rendere il sistema più controllato e coerente.
La novità più discussa riguarda la lingua: per la prima volta, in alcuni casi, conoscere il giapponese tramite esame certificato non è più solo un vantaggio, ma lo strumento fondamentale per ottenere il visto.
Il JLPT entra nei visti
La modifica più importante riguarda il visto più utilizzato dai lavoratori qualificati stranieri, quello per “Engineer / Specialist in Humanities / International Services”.
Dal 2026, in alcuni casi, chi svolge lavori dove il giapponese è necessario deve dimostrare una competenza linguistica equivalente al livello CEFR B2, spesso certificata tramite JLPT N2.
Non si tratta però di una regola universale per tutti, la logica è più selettiva: il requisito si applica soprattutto quando il lavoro richiede comunicazione diretta in giapponese, come: assistenza clienti interpretariato e traduzione ruoli amministrativi o commerciali lavori in ufficio con uso quotidiano della lingua
Secondo le linee guida, la misura riguarda in particolare aziende di dimensioni più piccole o meno strutturate, dove il governo ritiene più difficile garantire un supporto linguistico interno adeguato.
Uno degli aspetti più importanti — spesso frainteso — è che il requisito non si applica a tutti i lavoratori stranieri.
Restano esclusi, ad esempio: molti ruoli tecnici altamente specializzati (come IT puro) posizioni dove il giapponese non è richiesto per il lavoro alcune categorie di trasferimento interno tra aziende internazionali.
In altre parole, il Giappone non sta imponendo il JLPT come requisito generale, ma lo sta legando al tipo di lavoro effettivo.
Ma non potrà essere sostenuto dai turisti
A rendere tutto ancora più interessante è un’altra decisione: dal 2026 non è più possibile sostenere il JLPT in Giappone con un visto turistico. Questo cambia completamente l’approccio di molti candidati.
In passato, alcune persone entravano come turisti, sostenevano l’esame e poi cercavano lavoro. Ora questo percorso è precluso, obbligando chi è interessato a prepararsi prima di arrivare.

Studiare in Giappone diventa più strutturato
Le modifiche non riguardano solo chi lavora. Anche il sistema per chi vuole studiare in Giappone sta diventando più rigoroso.
Sempre più spesso viene richiesto di dimostrare un livello minimo di giapponese già in fase di applicazione e di continuare a studiarlo durante il percorso accademico . Non basta più “andare in Giappone per imparare da zero”, ma si punta su percorsi progressivi e con conoscenze base già richieste.
Più controlli sui visti
Le modifiche si inseriscono in un cambiamento più grande del sistema migratorio giapponese. Negli ultimi anni, il numero di stranieri residenti in Giappone è cresciuto fino a superare i quattro milioni, e il governo ha iniziato a rafforzare i controlli per evitare abusi o utilizzi impropri dei visti.
In parallelo, alcune misure recenti includono anche:
- maggiore verifica delle attività lavorative reali;
- controlli più rigidi sulle aziende che assumono stranieri;
- restrizioni in alcuni settori a forte domanda di manodopera.
L’obiettivo dichiarato è quello di allineare meglio il tipo di visto con il tipo di lavoro svolto.
Il Giappone sta passando da un modello relativamente flessibile a uno più strutturato e rigido, dove: la lingua diventa un elemento verificabile le aziende devono dimostrare maggiore solidità i ruoli lavorativi devono essere più coerenti con il visto.
Questo significa che sarà più difficile improvvisare un percorso di trasferimento, ma allo stesso tempo più chiaro per chi si prepara seriamente
Cambiamenti per gli imprenditori
Se la questione riguardo la lingua ha attirato molta attenzione, c’è un altro cambiamento forse ancora più importante, soprattutto per chi vuole aprire un’attività in Giappone.
Nel 2025 sono state introdotte nuove regole per il cosiddetto “Business Manager Visa”, il visto per imprenditori stranieri. Il requisito di capitale è passato da circa 5 milioni di yen a 30 milioni, cioè sei volte tanto .
Non solo: oggi è necessario anche assumere almeno un dipendente giapponese e dimostrare una reale attività imprenditoriale .
Questo cambiamento nasce da un problema concreto; negli anni precedenti, il visto era diventato relativamente facile da ottenere e, secondo le autorità, alcune persone lo usavano semplicemente come modo per vivere in Giappone senza avviare un vero business.
| Aspetto | Prima | Oggi |
|---|---|---|
| Capitale richiesto | ~¥5 milioni | ~¥30 milioni |
| Assunzioni | Non sempre necessarie | Almeno 1 dipendente giapponese |
| Lingua | Non obbligatoria formalmente | Sempre più richiesta |
| Accesso | Relativamente semplice | Molto più selettivo |
| Controlli | Limitati | Più rigorosi |
Sulla carta, queste modifiche rendono il sistema più solido, nella pratica, però, stanno creando nuove difficoltà, soprattutto per le piccole imprese.
Secondo diverse testimonianze raccolte nel 2026, molti imprenditori stranieri stanno faticando ad adattarsi ai nuovi requisiti.
Il problema principale è che non tutte le attività, soprattutto quelle locali o appena avviate, hanno bisogno o possibilità di assumere personale o disporre di capitali così elevati.
Inoltre i tempi di adeguamento per chi ha questo tipo di visto sono di 3 anni. Questo significa che entro il 2028 molte attività dovranno cambiare radicalmente o rischiare di chiudere .
Il risultato è un dibattito aperto: da un lato il governo vuole evitare abusi, dall’altro c’è il rischio concreto di scoraggiare piccole imprese e startup, che spesso contribuiscono alla diversità economica e culturale del Paese.

Uno sguardo al futuro
Tutti questi cambiamenti sembrano andare nella stessa direzione. Il Giappone sta cercando di trovare un equilibrio tra apertura e controllo.
Ha bisogno di stranieri — per motivi demografici ed economici — ma vuole anche evitare situazioni ambigue o difficili da gestire. Per questo motivo, la lingua, la stabilità economica e l’integrazione stanno diventando elementi sempre più centrali.
Cambiamenti Visto
| Tipo di visto | Prima (≈ fino 2024) | Dopo (2025–2026) | Cosa cambia davvero |
|---|---|---|---|
| 💼 Engineer / Humanities | Basato soprattutto su laurea | Più attenzione a competenze reali + ruolo | Il titolo da solo non basta più |
| 🗣️ Altri lavoro skilled | Non richiesta ufficialmente | JLPT richiesto in alcuni casi | La lingua diventa criterio concreto |
| 🏢 Business Manager | ~¥5 milioni o struttura base | ~¥30 milioni + dipendente giapponese | Forte barriera per piccole imprese |
| 🎓 Student Visa | Accessibile anche senza giapponese | Più focus su livello linguistico e progressione | Meno spazio per principianti assoluti |
| 🧳 Tourist Visa | Accesso semplice e flessibile | Più limitazioni indirette (es. JLPT) | Non più “ponte” per restare |
| 👨👩👧 Family / Spouse | Regole stabili | Nessun cambiamento significativo | Rimane il visto più accessibile |
| 🌍 Digital Nomad | Non esisteva | Nuovo visto temporaneo (remote work) | Apertura controllata a nuovi profili |




